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Ieri, quando ho visto i container accatastati in un piazzale ricoperto di rifiuti di ogni genere, dove i bambini fino a poche ore prima andavano a giocare, ho pensato che abbiamo fatto bene ad avviare lo sgombero del campo rom di Castel Romano. Si tratta di un campo aperto nel 2005 che era arrivato a ospitare oltre mille persone. Oggi sono 560.

Ieri, abbiamo completato le operazioni di superamento di un’area vasta di questo campo. Grazie alla nostra azione, già nei giorni scorsi nove famiglie si erano allontanate. Quaranta persone, invece, hanno lasciato il campo in giornata con il nostro aiuto. Siamo stati durissimi nei confronti di chi aveva risorse, anche ingenti, per poter andare altrove e continuava invece a vivere in quel luogo a spese dell’Amministrazione. Allo stesso tempo stiamo aiutando chi, come ogni altro cittadino di Roma, può accedere a un sostegno perché fa parte delle cosiddette categorie deboli: anziani soli, minori, malati e disabili gravi.

Quindi, chiariamo una bugia che sta circolando in queste ore: nessuna corsia preferenziale per chi sta nei campi rom, né privilegi né penalizzazioni. Non stiamo affatto dando le case popolari prima a loro. Ci sono delle graduatorie che sono uguali per tutti i cittadini. La casa popolare viene affidata in base a quelle graduatorie. Nessuno viene scavalcato, nessuno viene avvantaggiato. Ciò che facciamo è dare un alloggio temporaneo in modo da liberare i campi e consentire a chi è in regola di integrarsi pienamente tra i cittadini.

Stanno girando tante ricostruzioni false. Per questo voglio raccontarvi cosa abbiamo fatto sui campi rom di Roma. A Roma abbiamo avviato un Piano di superamento e chiusura delle strutture. Un Piano che, come dimostrano i fatti, funziona. In questi anni abbiamo già chiuso i campi di Camping River, Foro Italico e l’insediamento di Schiavonetti. E siamo in fase avanzata sui campi di Barbuta e Monachina, che a oggi sono stati liberati al 70%. Questi sono fatti incontestabili, non chiacchiere, non propaganda.

Il Piano rom è uno dei primi atti prodotti dall’Amministrazione a riprova del fatto che la questione è sempre stata considerata prioritaria. Pugno duro nei confronti di chi delinque e vive “a scrocco” della comunità; accoglienza per chi è realmente debole data in base ai criteri stabiliti dall’Unione Europea e applicati in tutta Europa ma, finora, non in Italia. Il Piano realizzato da noi con l’Ue prevede che, all’interno dei campi, chi si impegna a rispettare i comuni doveri di qualsiasi cittadino – lavorare, mandare i figli a scuola, pagare un affitto e le tasse – può accedere ad un aiuto temporaneo, finanziato dall’Unione Europea, ma deve lasciare i campi. Questo significa milioni di euro risparmiati dall’Amministrazione e, quindi, dai cittadini. Questo significa mettere finalmente fine alla vergogna dei campi rom ereditati dal passato.

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